SETTANTA

SETTANTA
02 – 31 OTTOBRE 2019

RBfineart è lieta di presentare dal 02 al 31  Ottobre 2019 nello spazio di Via G.B. Morgagni 31b a Milano la mostra  SETTANTA.

Gli anni SETTANTA si presentano in arte come una transizione tra la rivoluzionaria produzione degli anni Sessanta e l’approccio commerciale degli anni Ottanta – un’epoca di passaggio nata negli anni di piombo, in mezzo a una radicalizzazione politica di violenze e lotte armate.

Si affaccia su questo decennio il “ritorno alle origini” dell’Arte Povera, che torna alla tela e alla bidimensionalità, portando nel decennio messo a fuoco nella nostra mostra alla Transavanguardia e alla Pittura Analitica, che cerca di ridefinire la pittura come mezzo attraverso cui riappropriarsi di un linguaggio come veicolo e non come fine, allontanandosi dal minimalismo del decennio precedente.

È in questo panorama artistico che si inserisce il lavoro di scrittura di Ugo Carrega (1935 – 2014), uno dei principali esponenti della poesia visiva – da lui stesso definita Nuova Scrittura – e il purissimo segno precario di Plinio Mesciulam (1926).

Da tutt’altra poetica muovono Giangiacomo Spadari (1938 – 1997), Paolo Baratella (1935) e Giuseppe Maraniello (1945), individuando nelle riflessioni sul racconto sociopolitico un linguaggio proveniente dalla cultura popolare del tempo come il mezzo più consono all’espressione delle loro visioni. Se in Spadari e Maraniello si nota una provenienza prevalentemente fotografica o addirittura cinematografica, il lavoro di Baratella si presenta con una narrazione epica dei “grandi racconti” delle mitologie moderne. A questo immaginario si allacciano anche Alessandro Algardi (1945) e Giorgio Albertini (1930) con la loro visione italiana (e schiettamente milanese) della Pop Art, nonché Fernando De Filippi (1940) con le sue icone pop legate ai mezzi di comunicazione di massa.

D’impianto più minimalista è il panorama della Pittura Analitica, di cui Pino Pinelli (1938) è uno tra i principali esponenti. Il fare pittura di Pinelli è parte importante e integrante del contesto storico, artistico e culturale degli anni Settanta: Pinelli si dirige oltre i limiti del quadro, gli elementi rigorosamente monocromi della sua Pittura si disseminano nello spazio della parete rendendo la parete stessa assoluta protagonista della sua poetica.

Rodolfo Aricò (1930 – 2002) proprio dall’inizio degli anni Settanta si concentra sulla reinterpretazione della visione umanistica della storia dell’arte e degli archetipi dell’architettura. Inizia in questo periodo a utilizzare strati sottili di pittura a spruzzo, che sovrappone in diverse stesure fino a creare un risultato di apparente monocromia – il colore prende forma in un modo sottilmente poetico.

Carlo Battaglia (1933 – 2005) muove da una poesia non del tutto dissimile e presta la massima attenzione alla preparazione di zone di materia pittorica di differenti assorbimenti per rendere l’apparizione di forme ambigue e fantasmagoriche.

Lungi dall’essere un catalogo esaustivo dell’arte di questo decennio di transizione, SETTANTA propone una piccola carrellata delle poetiche che hanno lasciato un segno duraturo, raccontando quella poetica vivacemente colorata che ha illuminato un periodo storico spesso ricordato come buio e difficile.